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A 24 anni dai fatti del G8 di Genova forze di polizia italiane ancora senza identificativi, Strasburgo all’Italia: «Preoccupante»

Il Consiglio d’Europa: «Gli operatori delle forze dell’ordine accusati di crimini che comportano maltrattamenti siano sospesi dal servizio durante le indagini o il processo e licenziati in caso di condanna»

L’Italia è chiamata a completare con urgenza l’iter legislativo attualmente in fase di esame in Parlamento, finalizzato a garantire l’identificazione degli agenti delle forze dell’ordine attraverso codici alfanumerici. Questa richiesta proviene dal comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, che ha preso questa decisione dopo aver esaminato le misure adottate dalle autorità italiane in risposta alle condanne emesse dalla Corte europea dei diritti umani a causa delle torture inflitte a numerosi individui durante gli eventi presso la scuola Diaz e la caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova nel 2000.

Nella sua decisione, l’esecutivo dell’organizzazione paneuropea ha manifestato “grave preoccupazione” per la lentezza dei progressi nell’adozione di misure tese a garantire l’identificazione degli agenti delle forze dell’ordine. È stato sottolineato anche l’importante messaggio politico che deve trasmettere una tolleranza zero nei confronti dei maltrattamenti all’interno delle forze di polizia.

Strasburgo ha inoltre richiamato nuovamente le autorità italiane a garantire che, in conformità con la giurisprudenza consolidata della Corte europea dei diritti umani, gli agenti delle forze dell’ordine accusati di crimini legati a maltrattamenti siano sospesi dal servizio durante le indagini o il processo e licenziati in caso di condanna. Il comitato chiede anche di essere informato riguardo alle misure adottate o programmate in tal senso.

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